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История афганских войн

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3.6.2019 Mena Mangal, giornalista, una mattina sulla porta di casa a Kabul
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Agoravox.it - Doriana Goracci - 12 maggio 2019

«Mi hanno insultato, ricoperto di fango. E ora vogliono uccidermi. Ma io
non mi fermo» e invece in un sabato mattina di maggio, alle 7.20, le hanno
sparato sulla porta di casa a Mena Mangal, a Kabul.

Non so quanti anni avesse ma era giovane e molto bella, lei Mena Mangal,
in alcuni siti Meena Mangal, era giornalista e attivista per i diritti
umani, data in sposa nel 2017. Battendosi per i diritti di tutte le donne
in Afghnistan, e per i suoi stessi diritti, all’inizio di maggio aveva
finalmente ottenuto il divorzio.

 

Sperava di migliorare le possibilità di istruzione e informazione per
i giovani, impegnata per la Wolesi Jirga- la Camera bassa del Parlamento-
aveva lavorato anche per tv private.Dunque dolore e rabbia da parte di
attivisti per i diritti delle donne, contro le autorità che l'avevano
lasciata indifesa di fronte alle minacce. 

 

Afferma Wazhma Frogh, avvocato afghano per i diritti umani e attivista per
i diritti delle donne: "Mena Mangal aveva già condiviso che la sua
vita era in pericolo; perché non è successo niente?

Abbiamo bisogno di risposte .Perché è così facile in questa
società,per gli uomini,continuare a uccidere donne con cui non sono
d'accordo? Non riesco a fermare le lacrime per la perdita di questa
bellissima anima. Ha avuto una voce forte e ha espresso attivamente quella
per popolo"
L'Afghanistan rimane il posto più a rischio di morte nel mondo per i
giornalisti, che affrontano enormi rischi nello svolgimento del proprio
lavoro."In un paese in cui la mia vita è in pericolo come
giornalista, voglio che il governo non mostri apprezzamento per il nostro
lavoro, ma si concentri su come proteggerci", ha scritto Zalma Kharooty,
giornalista afgana su Facebook." Aggiunge: "oggi Mena Mangal domani io."
Dal The Guardian si apprende che negli ultimi due decenni di guerra in
Afghanistan ci sono stati numerosi attacchi e omicidi di donne in
posizioni pubbliche, tra cui poliziotte e politici, educatori, studenti e
giornalisti. Alcuni sono stati presi di mira dagli insorti che si
oppongono alle donne che hanno un ruolo nella vita pubblica, mentre altri
sono stati attaccati da parenti conservatori o membri della propria
comunità.

Ma c'è la sensazione che l'ultimo omicidio avvenga in un momento in
cui le donne sono particolarmente vulnerabili.
La madre di Mena Mangal denuncia come un fiume in piena in un video, i
petali rosa sul viso della figlia, non riescono a coprire il massacro.

Dunque mentre si recava al lavoro, lei consulente per gli affari culturali
del Parlamento, è stato uccisa non si sa da quanti,la polizia non
è ancora in grado di stabilire se l'omicidio sia di matrice
terroristica o di natura privata, la capitale afgana continua ad essere
colpita da attentati dei talebani o dell'Isis, ma nessuno finora ha
rivendicato l'assassinio della giornalista: non si sa niente, solo dove
è successo e che non c'è più.

Doriana Goracci

rif:
https://www.theguardian.com/world/2019/may/11/afghan-journalist-mena-mangal-shot-dead-in-kabul

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2019/05/11/afghanistan-giornalista-uccisa-a-kabul_7e7ba038-f837-4f4a-a083-bb9944d58522.html


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